Cosa sono i DSA?
I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) sono disturbi del neurosviluppo che interessano in modo specifico alcune abilità fondamentali per l'apprendimento scolastico: lettura, scrittura e calcolo.
La normativa italiana riconosce quattro principali tipologie di DSA:
• dislessia: difficoltà nella lettura, in particolare nella correttezza e nella rapidità;
• disortografia: difficoltà nella correttezza ortografica della scrittura;
• disgrafia: difficoltà nella realizzazione grafica della scrittura e nelle abilità motorie necessarie per scrivere;
• discalculia: difficoltà negli automatismi del calcolo e nell'elaborazione dei numeri.
I DSA non dipendono da una ridotta capacità intellettiva, da una mancanza di impegno o da un'inadeguata istruzione. Possono tuttavia rendere alcune attività scolastiche più faticose e richiedere modalità didattiche, strategie e strumenti adeguati.
La presenza di un DSA viene accertata attraverso una valutazione diagnostica specialistica, secondo i criteri previsti dalla normativa e dalle disposizioni regionali. La diagnosi, o certificazione diagnostica, non coincide con un giudizio sulle capacità complessive dello studente: descrive il suo specifico profilo di funzionamento e può orientare la scuola nella predisposizione degli interventi educativi e didattici più appropriati.
In base alla Legge 170/2010 e alle relative disposizioni attuative, la scuola predispone, di norma, un Piano Didattico Personalizzato (PDP), nel quale possono essere indicati:
• strategie didattiche personalizzate;
• strumenti compensativi;
• eventuali misure dispensative;
• modalità di verifica e valutazione coerenti con il profilo dello studente.
Cosa sono i BES?
BES significa Bisogni Educativi Speciali. Non indica una diagnosi o una categoria clinica, ma una condizione nella quale uno studente può necessitare, anche temporaneamente, di una particolare attenzione educativa e didattica per partecipare pienamente al percorso scolastico.
Nel quadro normativo e scolastico italiano, l'area dei BES comprende generalmente:
• la disabilità, tutelata dalla Legge 104/1992;
• i DSA e altri disturbi evolutivi specifici, tutelati in particolare dalla Legge 170/2010 e dalla normativa collegata;
• situazioni di svantaggio socioeconomico, culturale o linguistico;
• altre difficoltà che possono incidere sull'apprendimento, sulla partecipazione o sull'inclusione scolastica.
Pertanto, un alunno con DSA rientra nell'area dei BES, ma non tutti gli alunni con BES hanno un DSA o una diagnosi clinica.
La scuola osserva i bisogni dello studente e, nel rispetto dell'autonomia professionale dei docenti e della normativa vigente, individua gli interventi più adeguati. Quando necessario, il Consiglio di classe o il team dei docenti può predisporre un Piano Didattico Personalizzato, anche in assenza di una diagnosi, soprattutto nei casi di svantaggio o di difficoltà documentate e rilevate nel percorso scolastico. Il PDP non è automatico per ogni situazione di BES e deve essere motivato, condiviso e periodicamente verificato.
È importante distinguere tra:
• individualizzazione, cioè l'adattamento delle modalità di insegnamento e delle attività per aiutare tutti gli studenti a raggiungere gli obiettivi comuni;
• personalizzazione, cioè la valorizzazione delle caratteristiche, dei bisogni, delle potenzialità e dei diversi modi di apprendere di ciascuno studente, anche attraverso obiettivi, strategie o strumenti specifici quando previsto dal percorso scolastico.
DSA e BES: cosa hanno in comune?
DSA e BES richiedono un'attenzione educativa fondata sull'osservazione dello studente e sulla scelta di interventi proporzionati ai suoi bisogni. La personalizzazione didattica non consiste nel ridurre automaticamente gli obiettivi o nel facilitare indiscriminatamente le attività, ma nel rimuovere gli ostacoli all'apprendimento e favorire la partecipazione, l'autonomia e la valorizzazione delle potenzialità individuali.
Ogni studente può avere bisogno di modalità, strategie e strumenti differenti per esprimere al meglio le proprie capacità. Gli interventi devono essere definiti dalla scuola in modo coerente con il profilo dello studente, con la documentazione disponibile e con il percorso educativo e didattico previsto.