Disturbi Specifici Di Apprendimento(D.S.A.)

Dislessia

La dislessia è un disturbo di decodifica della lettura di origine neurobiologica che si manifesta con una lettura particolarmente lenta e/o scorretta. Non è causata da un deficit di intelligenza, né da carenze ambientali o educative, né da deficit neurologici e e sensoriali. Per un bambino dislessico la lettura non è un processo automatico, quindi richiede continuamente tutte le sue energie: per questo motivo si stanca più facilmente, fatica a concentrarsi sul significato di quello che legge, resta indietro, “perde il segno”.
Per approfondire, oltre al documento della Consensus Conference, si può consultare il sito dell’Associazione Italiana Dislessia

 

Disortografia e disgrafia

Spesso associati alla dislessia, questi due disturbi riguardano l’abilità di scrivere le parole secondo le regole ortografiche della lingua scritta (disortografia) e con un movimento fino-motorio fluido e corretto (disgrafia).

I bambini disortografici fanno quindi molti errori di scrittura delle parole (ad es.: scambiano lettere, omettono sillabe, accenti, doppie…).

I bambini disgrafici invece hanno spesso difficoltà a orientarsi sul foglio, non rispettano i margini, lasciano spazi irregolari fra le lettere o le parole, non scrivono sulla riga, premono troppo o troppo poco sul foglio, scrivono lettere poco comprensibili.

 

Discalculia

La discalculia è un “Disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche che si manifesta in bambini di intelligenza normale, che non hanno subito danni neurologici. Essa può presentarsi associata a dislessia, ma è possibile che ne sia dissociata.” (C. Temple; 1992)

La caratteristica principale della discalculia evolutiva è una capacità di calcolo che si situa sostanzialmente al di sotto di quanto previsto in base all’età del soggetto e a un’adeguata istruzione scolastica. Il Disturbo del Calcolo interferisce in modo significativo con l’apprendimento. I bambini discalculici possono evidenziare difficoltà nel leggere e/o scrivere i numeri, nel memorizzare le tabelline, nel ricordarsi le procedure del calcolo scritto (incolonnamento, riporto, prestito, ecc.).